Dalla realtà alla rete e ritorno

15Dic09

La rete partecipata sta riportando il fare impresa su un piano più realistico e logico, le aziende non possono più ignorare il proprio pubblico perchè rischiano di essere ignorate a loro volta.

L’accesso alla conoscenza, alla cultura, all’informazione attraverso un numero teoricamente infinito di punti di contatto con le voci più diversificate, sta radicando la consapevolezza della necessità di processi virtuosi che siano rispettosi di tutta una serie di ambiti legati all’ambiente e alle tematiche sociali.
Utopia è la definizione scorciatoia maggiormente utilizzata quando di parla di impresa sostenibile; l’informazione e la cultura mainstream ci hanno abituato a pensare in modalità ristrette e limitate portandoci ad avvalorare gli schemi di un’imprenditoria che ha come unico scopo il massimo profitto, giustificato con il bene collettivo.

Le cose cambiano quando le persone possono facilmente entrare in contatto e scambiarsi idee; le opportunità e le possibilità si ampliano e i processi assumono percorsi anche non previsti evolvendo in soluzioni impensabili senza la possibilità di un contributo diffuso.

Le cose passano dalla teoria alla pratica quando nascono dei “facilitatori” che agevolano questi contatti e creano gli ambiti che portano alla concretezza aspirazioni virtuose.

Ho avuto la fortuna di avere del tempo per partecipare, come ascoltatore, agli Open Hub Days organizzati da The Hub Milano.
The Hub è un circuito internazionale di luoghi aperti a coloro che vogliono fare impresa in maniera sostenibile, con una attenzione particolare all’impatto sociale. La maggior parte delle informazioni utili le trovate sul sito e per il resto potete approfittare della notevole disponibilità delle persone che stanno facendo partire questa idea notevole a Milano.

Ciò che ho ascoltato e percepito è un qualcosa che trasuda cambiamento e che segnerà indelebilmente l’imprenditoria nei prossimi anni. Ho avuto la sensazione di assistere alle prove di ciò che domani sarà assolutamente naturale nel momento in cui chiunque vorrà mettere in piedi un’attività.
Da tutte le voci ascoltate l’obiettivo che traspariva era quello di risolvere un problema trasformando il vantaggio della soluzione anche in una fonte di guadagno.
Tutti i progetti erano assolutamente concreti senza troppo spazio per la fantasia se non quella necessaria per intraprendere questi progetti ma nel modo più sostenibile e funzionale per i futuri fruitori.

Tutti i progetti erano aperti e, quelli già avviati, proposti come format utilizzabile per avviarne di simili in altre località con un’ottica chiara di scambio reciproco per poter utilizzare le migliori idee e potenzialità di chiunque ne entri a far parte.

Vi rimando, a breve, ad un prossimo post per una parziale rassegna delle idee che mi sono piaciute di più (questo sarebbe diventato un po’ troppo lungo).

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