Volo radente su una città pulsante

20Apr09

dsc_0006Venerdì 17 aprile sono riuscito a fare una breve tappa a Faenza al Festival dell’arte contemporanea.

Senza nessun programma predefinito ho iniziato a girare per la città concedendomi solo una destinazione prefissata che è stata la collettiva Pop Corn organizzata dagli instancabili Stefano Guerrini e Michele Pollini: sei donne che con tecniche diverse affrontavano il tema della coppia; su tutte l’originalità narrativa delle ceramiche di Lidia Carlini.

Seguendo i suoni sono arrivato alla performance “sotto vetro” dei francesi Vialka impegnati in un potente concerto all’interno della vetrina di un negozio di dischi.

In modo assolutamente casuale sono arrivato davanti alla vetrina di Recuperi dove, tra attualissimi oggetti di re-design, spiccavano due grandi tele di Enrico Versari: macro pittoriche di antiche forme per scarpe in legno.

Impossibile non parlare di serendipità quando, cercando lo studio di quest’ultimo, sono imbattuto in modo divertente in un vulcanico personaggio che solo dopo alcune chiacchiere ho scoperto essere Mirta Morigi una famosa ceramista faentina, praticamente una istituzione cittadina.

Da quel momento ho avuto non solo un cicerone per gli eventi collaterali  del Festival ma anche una finestra sulla effervescenza artistica presente a Faenza, sulla solita opacità di certe organizzazioni nel non riuscire a coinvolgere le energie della città, sulle bellezze architettoniche locali meno note.

Due installazioni molto interessanti presso lo studio di architettura Minardi e Cossa: Mirco Denicolò, di cui si parlerà prossimamente su Metabox, e Fiorenza Pancino con una emozionante installazione denominata “Sciame d’anime”.

Salutata Mirta (che ringrazio ancora) dopo le note brasiliani ascoltate nella maestosa sala di Palazzo Ferniani, e dopo un assaggio de “Il diavolo zoppica”, un concerto allo Studio Battaglia, l’ultima tappa è stata lo Studio Miino che, oltre ad un ambiente intenso, presentava le affascinanti opere di Monica Zani.

Vero: una toccata e fuga giusto per assaggiarne il sapore ma la serata è stata inaspettatamente molto ricca e l’atmosfera del Festival si respirava nella tiepida aria faentina.

Una nota dolente: il Festival e internet non vanno molto d’accordo, c’è ancora molto da fare e le possibilità sono davvero tante.

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