Apprendisti supereroi

20Mar09

dsc_0065-1Chi prende oggi le distanze dal fenomeno dei media sociali si pone in una posizione complessa che nel tempo lo troverà isolato esattamente come oggi egli pensa siano coloro che vivono i media sociali.
Sarà un isolamento legato ad mondo circoscritto che sarà sempre più alieno a coloro che stanno facendo propri i “superpoteri” che i media sociali conferiscono ai loro utilizzatori.

L’ espansione della sensibilità e della conoscenza, la capacità di essere contemporaneamente in più luoghi, l’amplificazione delle possibilità di contatto sono esperienze ormai naturali per molte persone che magari vivono inizialmente per piacere della novità questi nuovi ambienti fino poi a farli propri rendendoli spazi aggiuntivi della propria individualità.

Ciò che alcuni vedono come una alienazione è in realtà un allargamento della nostra sfera personale che mai come ora può compenetrare altre sfere sommandole alle proprie esperienze ed emozioni in una modalità estremamente naturale e concreta.

Un’espansione della sensibilità che forse ad oggi solo l’arte aveva permesso come scrive perfettamente Marinella Paderni in Exibart: oggi “la tecnologia si sta trasformando in un dispositivo altrettanto sensoriale quanto l’arte: come l’arte, essa opera direttamente un massaggio sui nostri sensi stimolando sia il corpo che la mente; ma ancora più dell’arte, oggi si sta imponendo come interfaccia tra noi e il mondo.”

Il dibattito attorno ai media sociali ora ruota tutto attorno alla sua demonizzazione o alla sua declinazione nell’economia nel modo più banale ed inutile tralasciando l’impatto di maggiore importanza legato ai “superpoteri” di relazione che questi permettono; viene marginalmente considerato il valore della condivisione e della collaborazione che, se nella prassi quotidiana permette azioni estremamente positive, con le tecnologie della socialità viene amplificato in dimensioni inaspettate.

E forse questa è una delle paure che qualcuno potrebbe avere

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4 Responses to “Apprendisti supereroi”

  1. 1 Ro

    In fondo, e solo tra pochi anni, noi saremo considerati i neo-primitivi.

  2. 2 Stefano Stanzani

    difficile far finta che quanto affermi non esita. trovo però difficile superare i toni “profetici” con cui si esprimono questi concetti.

  3. 3 Walt

    Condivido in toto quanto scrivi. in realtà il dibattito è, al solito, tra illuministi e oscurantisti. Questi ultimi pensano che internet sia una disgrazia per i giovani perche i giovani nn farebbero più quello che loro vorrebbero facessero. Ho appena finito di leggere la biografia di FT Marinetti: 100 anni fa accadeva la stessa cosa e, immagino, 100 anni prima ancora e ancora! In questi giorni poi seguo le preoccupazioni di molti di noi per l’imbrigliamento di internet da parte dei politici italiani (sarebbe più corretto parlare di tentativo di censura). Al solito, non mi preoccuperei più di tanto. La storia dell’umanità, il progresso scientifico, le idee non si arrestano, possono essere ritardate un pochino, certo, ma poi si affermano a discapito di tutto e tutti. Nel ‘400 Gutemberg faceva paura, i caratteri a stampa furono considerati una minaccia, avete visto tutti come è andata a finire! Il problema è un’altro per me, è che queste vicende disvelano la natura della società, in questo frangente ad esempio vedo che la nostra classe politica è il risultato della teoria darwinista, ma al contrario: la natura, o meglio la società malata, seleziona i peggiori per metterli alla guida di un Paese (e infatti il Paese affonda inesorabilmente!) A quando la prossima sollevazione degli Italiani? Quando cesseranno di farsi trattare come sudditi idioti e felici di accontentarsi di qualche cena a base di pesce crudo, di una settimana in Mar Rosso, di qualche vestitino griffato, di molto grande fratello, un po’ di calcio e una spruzzata di veline e modelle?

  4. 4 Ro

    Provo a rispondere sia a Walt che a Stefano.. Toni meno “profetici”? Italioti, e per questo sudditi? Ok, provate a riascoltare “La terra dei cachi”. Anno 1996… sembra scritta ieri, anzi, domani! E’ notte fonda….. ma non per tutti, ma non per sempre.


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